Il simbolo di Bologna sono le due torri che si trovano in Piazza di porta Ravegnana. Si chiamano Garisenda e Asinelli.
Nel medioevo le torri avevano funzioni militari importanti, erano usate per vedere i nemici da lontano (avvistare) e per difendere la città.
Inoltre le torri rappresentavano il prestigio sociale della famiglia che la possedeva. Infatti, ogni famiglia ricca e importante di Bologna aveva la sua torre che, in caso di guerra, usava come rifugio.
Alla fine del XII secolo a Bologna c’erano più di 100 torri.
Purtroppo guerre, incendi e fulmini hanno distrutto quasi tutte le costruzioni. Oggi nella città ne sono rimaste soltanto 20 circa.

La torre Asinelli è stata costruita nel 1119 da un uomo che si chiamava Gherardo Asinelli. Nel 1300 il Comune di Bologna è diventato proprietario della torre e l’ha usata per molto tempo come prigione per i prigionieri militari.
Durante la Seconda Guerra Mondiale è stata usata per avvistare le persone che avevano bisogno di aiuto e mandare i soccorsi.
È la più alta delle due (è alta più di 97 metri) ed è anche la torre pendente più alta in Italia (l’altezza della famosa in tutto il mondo torre pendente di Pisa è 56 m).


Anche la Garisenda, è stata costruita nel medioevo. Oggi è alta 48 metri, ma in origine era alta il doppio. In passato però il terreno ha ceduto e la torre si è inclinata. Per questo motivo, alla metà del 1300, è stata abbassata.
Al tempo di Dante Alighieri la Garisenda era già inclinata; il poeta fiorentino ha parlato di questa torre in un canto dell’Inferno nella Divina Commedia.
Qual pare a riguardar la Garisenda
sotto ‘l chinato, quando un nuvol vada
sovr’essa sí, che ella incontro penda;
tal parve Anteo a me che stava a bada
di vederlo chinare …
(Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno, XXXI)
Oggi è possibile visitare soltanto la torre Asinelli.
Dalla cima si può vedere un bellissimo panorama della città di Bologna, ma…attenzione! Per arrivare in cima dovete salire 498 scalini!
